Walter Gropius, il Bauhaus e gli ITS come chiave di progresso
- Mario Antonaci
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La frase di Walter Gropius – uno dei padri fondatori del Bauhaus, assieme a Le Corbusier, Frank Lloyd Wright, Alvar Aalto e Ludwig Mies van der Rohe ricordato come uno dei maestri del Movimento Moderno in architettura –
“Gli specialisti sono persone che ripetono sempre gli stessi errori”
solleva un tema cruciale nel mondo del lavoro contemporaneo: la tensione tra specializzazione e flessibilità. Le aziende moderne richiedono competenze verticali sempre più specifiche per affrontare mercati complessi e tecnologicamente avanzati, ma al contempo necessitano di professionisti capaci di adattarsi a cambiamenti rapidi e multidimensionali.

La necessità di competenze verticali nelle aziende
Le imprese, soprattutto in settori tecnologici, scientifici e industriali, non possono prescindere da figure con conoscenze approfondite e altamente specializzate. La complessità di certi ambiti, dalla programmazione all’ingegneria avanzata, richiede anni di studio e pratica per essere padroneggiata. Tuttavia, la stessa iperspecializzazione rischia di rendere i lavoratori poco flessibili e incapaci di innovare, reiterando processi senza la capacità di metterli in discussione.
Ridefinire i confini delle competenze per i giovani
Uno dei problemi più urgenti per il sistema educativo è comprendere quali competenze insegnare alle nuove generazioni. La velocità con cui le tecnologie e i modelli di business evolvono rende difficile prevedere quali skill saranno realmente utili nel lungo termine. Formare solo specialisti in un ambito ristretto rischia di renderli obsoleti in pochi anni. Serve quindi un equilibrio tra competenze tecniche avanzate e capacità trasversali, come il problem solving, la creatività e il pensiero critico, che permettano di rimanere rilevanti nel mercato del lavoro.
Il ruolo degli ITS in questo scenario
Gli Istituti Tecnici Superiori (ITS) si trovano in una posizione strategica per rispondere a questa sfida. La loro natura ibrida, a metà tra formazione accademica e pratica professionale, li rende ideali per sviluppare competenze specialistiche senza perdere di vista le necessità concrete del mondo produttivo. Attraverso un forte legame con le aziende, gli ITS riescono ad aggiornare continuamente i loro percorsi formativi, fornendo agli studenti competenze tecniche avanzate ma anche strumenti per affrontare le trasformazioni del lavoro.

Roadmap per l’innovazione e il progresso degli ITS
Per garantire un’innovazione orientata al progresso, gli ITS dovrebbero seguire una roadmap articolata in diverse fasi:
- Analisi dei trend e adattamento dinamico – Creare osservatori permanenti sulle evoluzioni tecnologiche e di mercato per aggiornare i piani formativi in tempo reale.
- Collaborazione con aziende e istituzioni – Rafforzare le partnership con il mondo produttivo per garantire stage, progetti congiunti e formazione pratica mirata.
- Integrazione delle competenze trasversali – Inserire nei percorsi formativi moduli dedicati al problem solving, alla gestione dell’innovazione e al pensiero critico.
- Utilizzo di tecnologie avanzate nella didattica – Implementare strumenti di apprendimento basati su realtà aumentata, simulazioni digitali e intelligenza artificiale.
- Orientamento alla formazione continua – Creare percorsi di aggiornamento post-diploma per garantire ai professionisti la possibilità di riqualificarsi costantemente.
- Promozione dell’imprenditorialità – Offrire supporto a studenti e diplomati per sviluppare start-up e progetti innovativi, incentivando la creazione di nuove realtà produttive.
- Internazionalizzazione – Sviluppare collaborazioni con enti di formazione e aziende estere per favorire scambi e arricchire il bagaglio formativo degli studenti.
Seguendo questa roadmap, gli ITS possono trasformarsi in motori di innovazione e progresso, formando professionisti capaci non solo di rispondere alle richieste del mercato, ma anche di anticiparle e guidarle.